Imperia. Scarcerata la preside che ha utilizzato l’auto di servizio. Legale: un errore l’arresto

Agenpress – Il gip Massimiliano Raineri non ha convalidato l’arresto della preside Anna Rita Zappulla e nemmeno ha voluto imporre alla dirigente alcuna misura cautelare. Il capo di accusa formulato nei confronti della donna, da peculato è stato derubricato in peculato d’uso: un reato meno grave, anche se la preside, accusata di aver utilizzato per scopi privati l’auto dell’istituto Marconi di Imperia, dovrà comunque rispondere in sede penale.

“Peraltro, quand’anche si trattasse di peculato ordinario, si verserebbe in ipotesi di arresto facoltativo, consentito ‘soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto’ – aggiunge il gip -. Condizioni che, nel caso in esame, mancano. Il pm non le ha indicate, né ha chiarito le ragioni per cui l’indagata, per la quale ha richiesto gli arresti domiciliari sia stata condotta in carcere e, per inciso, il pm non ha neppure optato per il rito direttissimo che flagranza e natura istantanea del reato avrebbero consentito. Negli atti, per contro, sono rinvenibili elementi che escludono che tali condizioni siano concretamente ravvisabili, poiché l’indagata – pur colpevole di condotte di cui dovrà rispondere in sede penale e amministrativa – è un’ultrasessantenne plurilaureata e incensurata e il reato non presenta modalità esecutive che rivelino una spiccata capacità a delinquere o un’elevata pericolosità”.

La Zappulla ha ammesso di aver usato sì l’auto ma solo a “scopi istituzionali”, ha spiegato l’avvocato Andrea Rovere: “Anche i viaggi a Mentone avevano un fine analogo, nell’ultimo era andata a discutere di questioni di lavoro con la segretaria scolastica che abita appunto a Mentone. Se poi al ritorno dai viaggi si fermava a fare la spesa, bè si può parlare di un uso promiscuo dell’auto ma non certo di un uso esclusivo”. Rovere ha inoltre polemizzato con la decisione di mandare in carcere Anna Rita Zappulla: “Si poteva da subito optare per i domiciliari evitando quello che a mio avviso è stato un eccesso di spettacolarizzazione. Presumo che ci sia stato qualche problema di comunicazione tra uffici inquirenti, può succedere nei giorni di vigilia e festivi”.

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